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Michele ZITO

Antonio SCARANO

Laurea in odontoiatria e protesi dentaria presso l’università “D’Annunzio “di Chieti nel 1996.

Frequenta in quegli anni con un progetto universitario, il reparto di chirurgia dell’Università di Dundee in Scozia.

Partecipa nel 1997 al corso annuale di specializzazione in implantologia dell’Università di Chieti.

Dal 2003 al 2006 segue il corso di chirurgia Avanzata ed in seguito quello di Parodontologia del Dott. Giano Ricci. Socio del Florence perio group dal 2006.

Socio ordinario della Società Italiana di Parodontologia. Nel 2012 partecipa al corso biennale di parodotologia del dott. Carnevale.

Nel 2013-2014 segue il corso di protesi del Dott Persichetti.

Nel 2017 frequenta il corso di chirurgia ed implantologia presso la New York University.

Lavora nel proprio studio a Conversano , Bari dedicandosi principalmente alla Chirurgia e parodontologia.

 

ABSTRACT

Nuove possibilità nel trattamento delle perimplantiti

La GBR è da tempo una tecnica consolidata che permette di aumentare le dimensioni della cresta ossea residua sia in senso orizzontale che verticale. In passato le membrane che hanno permesso di ottenere risultati predicibili sia nella qualità che nella quantità ossea sono state quelle non riassorbibili.

Nonostante la passivazione dei lembi e vari accorgimenti nelle tecniche di sutura, vari studi hanno evidenziato una percentuale di esposizione della membrana con conseguente fallimento della chirurgia, in media nel 20% dei casi. Se la perita ossea  è causata dalla periimplantite le difficoltà della rigenerazione aumentano sia per il maggior rischio di esposizione che per la difficoltà di decontaminare adeguatamente l’impianto.

La Lamina (OsteoBiol) consente di unire i vantaggi delle membrane riassorbibili a quelli delle non riassorbibili. Questa possibilità consente non solo di ridurre notevolmente i rischi e le complicanze postoperatorie in GBR ma anche di ottenere ottimi risultati nel trattamento chirurgico delle periimplantiti. Un semplice protocollo di decontaminazione implantare e l’uso della “Lamina“ (OsteoBiol) come barriera, permette di trattare efficacemente casi anche gravi di perimplantite. Questa possibilità evita la perdita dell’impianto e della protesi corrispondente e consente di risparmiare tutte le fasi chirurgiche e protesiche necessarie al riinserimento.