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Roberto PISTILLI

Roberto PISTILLI

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Roma. Specialista in Chirurgia Maxillo- Facciale dal 1988; dirigente chirurgo maxillo-facciale presso l’ACOS Filippo Neri di Roma dal 1999 con incarico di alta professionalità (P1).

Assistant Professor presso la Facoltà di Odontostomatologia dell’Università di Guarulhos (San Paolo) Brasile e presso la Facoltà di Medicina e Odontoiatria della New Jersey University (UMDNJ). Membro del comitato scientifico della rivista internazionale Journal of Osteointegration.

È autore di oltre 70 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali: da molti anni si interessa prevalentemente di chirurgia rigenerativa dei mascellari ed implantologia avanzata.

ABSTRACT

INNESTI A BLOCCO IN-LAY ED ON-LAY. I LIMITI BIOLOGICI DI UNA SPERANZA TERAPEUTICA

La correzione delle atrofie ossee dei mascellari rappresenta una grande sfida per il chirurgo orale e nel corso di questi ultimi trenta anni sono state proposte numerose tecniche rigenerative ma ancora oggi la letteratura internazionale non è in grado di dirci quale sia la tecnica più predicibile.

I fattori che influenzano il successo di una tecnica ricostruttiva sono legati essenzialmente alla potenzialità proliferativa ed alla vitalità del sito ricevente e quindi alla sua capacità di rivascolarizzare il materiale utilizzato, sia esso l’osso autologo o un biomateriale.

Una opzione chirurgica per la ricostruzione delle atrofie ossee ed in particolare delle atrofie della mandibola posteriore è la tecnica osteotomica interposizionale. Tale approccio prevede il sollevamento di un segmento osseo, previe osteotomie orizzontali e verticali, ed il posizionamento a “sandwich” di un innesto. I vantaggi della tecnica Inlay sono legati al massimo sfruttamento delle potenzialità proliferative del sito ricevente che riesce a garantire il massimo apporto vascolare all’innesto ed alla presenza, a livello coronale, dell’osso nativo del paziente e non di un osso rigenerato.

Dagli ultimi studi condotti dal Dr. Pietro Felice, in cui sono stati confrontati i risultati clinici e biologici tra l’utilizzo di un blocco interposizionale di osso autologo con un blocco di biomateriale collagenato, è ormai emersa la certezza della notevole capacità rigenerativa di quest’ultimo. Le problematiche nascono quando si cerca di rigenerare osso biologicamente attivo utilizzando i medesimi blocchi come innesti onlay o veneer. Negli ultimi anni gli autori hanno eseguito uno studio clinico randomizzato su 40 pazienti atrofici, di cui 20 trattati con innesti onlay o veneer di osso autologo e 20 con innesti a blocco di osso equino. I risultati hanno mostrato i limiti biologici di tale possibilità rigenerativa e verranno mostrate le complicazioni insorte.